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RankBrain, Hummingbird e ricerca semantica: come cambia la Search di Google

RankBrain, ormai parte dell’algoritmo Hummingbird di Google dal 2014, è il sistema di intelligenza artificiale utilizzato per favorire la ricerca semantica. Partiamo, però, da un assunto: il modo in cui si è fatta ricerca di parole chiave prima del 2014 è ormai diventato obsoleto. Questo, perché già dal 2013 Google ha rilasciato l’aggiornamento dell’algoritmo Hummingbird che era specificatamente progettato per comprendere meglio le query discorsive e per agevolare la ricerca semantica nel Motore di Ricerca Google.
Quindi l’ottimizzazione SEO si è spostata ad un livello avanzato, comprendendo sempre più anche long tail keyword, parole dai molteplici significati, modi di dire e vocaboli utilizzati in specifici settori.
Ulteriore grande innovazione si è avuta al termine dell’anno 2014, quando Google ha annunciato la messa a punto del suo primo sistema di apprendimento automatico, ossia RankBrain.

 

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Che cos’è RankBrain, e come si interfaccia con Hummingbird per favorire la ricerca semantica?

Rank Brain è il primo sistema di intelligenza artificiale che aiuta il processo di search sul Motore di Ricerca, con l’obiettivo di interpretare e trovare le pagine web rilevanti che potrebbero non avere esatta corrispondenza con il search intent dell’utente che digita la query di ricerca.
In altre parole, Google si sta avvicinando sempre più a “leggere nel pensiero” di chi digita una query sul Motore di Ricerca.
Allo stato attuale, RankBrain è considerato parte dell’algoritmo Hummingbird al quale è integrato, ed è uno dei pilastri della ricerca su Google. RankBrain va ad inficiare mediamente sul 15% delle ricerche complessive su Google.
Questo grande cambiamento ha mutato anche il modo di fare attività di SEO negli ultimi anni: fino al 2013, infatti, era necessario concentrarsi soprattutto sulla scrittura dei vari tag, facendo ben attenzione ad inserirvi le keyword per le quali si stava lavorando (si parlava di fare attenzione a mettere le keyword nel Title, nella Meta Description, nell’H1, etc…), mentre oggi è sempre più predominante la necessità di ottimizzare le pagine web per keyword a corrispondenza esatta andando a concentrarsi su argomenti focalizzati definiti dalle long tail keyword. Bisogna, in poche parole, iniziare a concepire la scrittura di una pagina web attorno alla LSI (Latent Semantic Indexing).

Che cos’è la Latent Semantic Indexing?

La Latent Semantic Indexing è un metodo di indicizzazione e recupero che utilizza una tecnica matematica chiamata Singular Value Decomposition (SVD), ossia decomposizione ai valori singolari, la quale è usata per identificare i modelli nei rapporti tra i termini ed i contenuti in una collezione non struttrata di testo.
La LSI si basa sul principio che le parole utilizzate negli stessi contesti tendono ad avere significati simili.
Sostanzialmente, l’algoritmo va a correlare sematicamente i termini che sono latenti in una raccolta di testi: il Motore di Ricerca, a quel punto, interpreterà il search intent di chi digita una query, andando a restituire risultati concettualmente simili nel significato, ancorché non contengano la keyword in oggetto.

Come condurre correttamente una ricerca semantica di parole chiave?

A questo punto sorge d’obbligo una domanda: come cercare correttamente le keyword per ottimizzare il sito web in funzione della ricerca semantica in Google?
Suggeriamo, come risposta, sei accorgimenti:

  • Utilizzare Google Analytics e Google Search Console, approfondendo dapprima il rapporto Query nella sezione Ottimizzazione per i Motori di Ricerca di Google Analytics e successivamente l’Analisi delle ricerche di Google Search Console;
  • Quali sono parole e frasi specifiche di settore già presenti sul proprio sito e sui siti dei propri concorrenti? Molto probabilmente tali keyword sono di fondamentale importanza per una corretta ottimizzazione del sito; 
  • Utilizzare un eventuale proprio blog ed eventuali blog di concorrenti per tenere traccia di quelli che sono i termini utilizzati dagli utenti che scrivono: tali termini sono con ottima probabilità anche per le ricerche in Google;
  • Per sapere ciò che gli utenti dicono riguardo prodotti e servizi dell’azienda guarda, se presenti, le recensioni online sulla tua azienda e sui tuoi concorrenti. I commenti sono una grande fonte di vero e proprio linguaggio informale utilizzato sul web, arricchito di stimoli emotivi, cosa che è alla base del feedback diretto da parte dei clienti;
  • Utilizza i dati strutturati di Markup per fornire una visibilità diretta per i contenuti della vostra SERP;
  • Costruisci una fitta rete di link interni con anchor text basati su keyword semantiche. L’ottimizzazione di link interni è uno dei capisaldi per l’ottimizzazione on-page volta a favorire la ricerca sematica.

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