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Nel B2B italiano si parla molto di lead generation, campagne digitali, CRM, contenuti, automazione e intelligenza artificiale. Molto spesso, però, questi elementi vengono trattati come attività separate, senza una vera regia strategica capace di collegare marketing e vendite intorno agli account che contano davvero.

Da questa consapevolezza nasce AccountBasedMarketing.it, un sito verticale sull'ABM italiano pensato per aiutare imprenditori, direttori commerciali, marketing manager e aziende B2B a comprendere come l'Account Based Marketing possa diventare una leva concreta di crescita.

Il sito non nasce per aggiungere una nuova sigla al linguaggio del marketing. Nasce per rispondere a una domanda più urgente: quali sono le sfide che oggi un'azienda B2B deve affrontare se vuole generare opportunità commerciali più qualificate, selezionare meglio gli account prioritari e costruire un rapporto più efficace tra marketing e vendite? 

nuovo sito abm italia

Un sito verticale sull'ABM italiano per leggere meglio il cambiamento del B2B

Il punto di partenza è semplice: molte aziende non sentivano il bisogno di un nuovo sito sull'Account Based Marketing. Sentivano, però, il bisogno di risposte più chiare a problemi che incontrano ogni giorno.

Lead che non diventano opportunità reali, trattative che si allungano, decisioni che coinvolgono più persone, contenuti che non aiutano il commerciale, dati disponibili ma poco utilizzati, campagne che generano attività ma non sempre crescita.

In questo scenario, l'ABM diventa interessante perché sposta l'attenzione dal singolo lead all'account nel suo complesso. Non si tratta soltanto di generare più contatti, ma di capire quali aziende hanno maggiore valore strategico, quali persone influenzano la decisione e quali azioni possono rendere più efficace il percorso commerciale.

Il nuovo sito nasce proprio con questo obiettivo: creare un punto di riferimento verticale per spiegare, organizzare e rendere più accessibile la cultura ABM nel mercato italiano.

Le sei sfide B2B da cui nasce AccountBasedMarketing.it

La home page del sito parte da sei sfide chiave. Non sono semplici temi editoriali, ma sei aree di riflessione che aiutano le aziende B2B a riconoscere dove il proprio modello di crescita rischia di essere meno efficace rispetto alla complessità attuale del mercato.

1. Avere un approccio basato sul cliente

  • Molte aziende B2B continuano a costruire marketing e vendite partendo dal prodotto, dai servizi o dalle attività da promuovere, invece che dal modo in cui il cliente decide, valuta e acquista.
  • Un approccio account-based richiede di partire dai bisogni reali del cliente, dalle sue priorità, dai suoi vincoli e dalle persone coinvolte nel processo decisionale.
  • Avere un approccio basato sul cliente significa quindi progettare marketing, contenuti e azioni commerciali intorno al mercato, non intorno all'organizzazione interna dell'azienda.

2. Lavorare su clienti ad alto valore

  • Generare più lead non significa necessariamente generare più crescita, soprattutto quando i contatti raccolti non corrispondono agli account con maggiore potenziale commerciale.
  • L'ABM aiuta a concentrare risorse, tempo e contenuti sulle aziende che possono generare maggiore valore nel tempo, evitando dispersione e attività poco collegate alla pipeline.
  • Lavorare su clienti ad alto valore significa scegliere meglio dove investire attenzione, relazione e sviluppo commerciale.

3. Trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo

  • Nel B2B la sostenibilità non può restare un tema di comunicazione istituzionale o di rendicontazione separata dalla strategia commerciale.
  • Per molte filiere, soprattutto nei mercati più evoluti, sostenibilità, supply chain, reputazione e criteri di selezione dei fornitori sono sempre più collegati.
  • Trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo significa inserirla dentro il posizionamento, i contenuti e le conversazioni con gli account più rilevanti.

4. Migliorare le relazioni con i clienti

  • La crescita B2B non dipende solo dall'acquisizione di nuovi contatti, ma anche dalla qualità delle relazioni costruite con clienti, stakeholder, decisori e influenzatori.
  • Un approccio ABM permette di lavorare in modo più mirato sulla relazione, riconoscendo che ogni account importante è composto da più persone, interessi e livelli decisionali.
  • Migliorare le relazioni con i clienti significa rendere più coerenti i punti di contatto tra marketing, vendite e customer experience.

5. Aumentare la profittabilità dei clienti

  • Non tutti i clienti hanno lo stesso valore strategico e non tutte le opportunità meritano lo stesso livello di investimento commerciale.
  • L'Account Based Marketing aiuta le aziende a ragionare su account prioritari, potenziale di crescita, up-selling, cross-selling e sviluppo di relazioni più solide nel tempo.
  • Aumentare la profittabilità dei clienti significa spostare il focus dalla singola vendita alla costruzione di valore lungo tutta la relazione.

6. Rendere la tecnologia un vantaggio per la vendita e il marketing

  • CRM, marketing automation, piattaforme di analytics, LinkedIn, advertising, intent data e intelligenza artificiale possono essere strumenti molto utili, ma solo se inseriti dentro una direzione chiara.
  • Senza metodo, la tecnologia rischia di aumentare il numero di attività senza migliorare davvero la qualità delle decisioni commerciali.
  • Rendere la tecnologia un vantaggio per la vendita e il marketing significa usarla per leggere meglio gli account, dare priorità alle opportunità e allineare le azioni di marketing e sales.

Perché l'ABM è una risposta concreta per le aziende B2B italiane

L'Account Based Marketing non è una campagna indirizzata a una lista di aziende target. È un modo diverso di pensare la crescita nel B2B.

Significa scegliere con maggiore attenzione dove concentrare gli sforzi, costruire relazioni più rilevanti, interpretare meglio i segnali del mercato e accompagnare gli account ad alto valore lungo un percorso più coerente.

Per molte aziende italiane questo passaggio è particolarmente importante, perché il marketing viene ancora spesso misurato sulla quantità di contatti generati, mentre il commerciale viene lasciato a gestire trattative complesse senza una reale orchestrazione di contenuti, dati e messaggi.

L'ABM aiuta a superare questa separazione. Obbliga marketing e vendite a lavorare sugli stessi account, a condividere una lettura comune del mercato e a costruire un percorso più vicino al modo in cui le aziende decidono davvero. 

nuovo sito abm italia

AccountBasedMarketing.it come risorsa in evoluzione

Il sito nasce come presidio verticale, ma anche come piattaforma destinata a crescere nel tempo.

L'obiettivo è costruire un luogo in cui trovare risorse, articoli, video, guide e approfondimenti dedicati all'Account Based Marketing e alla sua applicazione nel contesto italiano.

La differenza rispetto a molti contenuti disponibili online sta nell'approccio. L'ABM non viene trattato come una moda da inseguire, ma come un modello strategico da adattare alla maturità commerciale, agli strumenti, al mercato e agli obiettivi di ogni azienda.

Ogni impresa B2B ha un ciclo di vendita diverso, un diverso livello di complessità decisionale e una diversa capacità di collaborazione tra marketing e vendite. Per questo l'ABM non può essere copiato in modo standard, ma deve essere progettato con metodo.

Prima il metodo, poi la tecnologia

Uno dei principi alla base del progetto è che la tecnologia, da sola, non possa risolvere problemi strategici.

Gli strumenti possono accelerare l'esecuzione, migliorare l'analisi dei dati, automatizzare processi e supportare la personalizzazione. Tutto questo diventa davvero utile solo quando esiste una direzione chiara.

Prima degli strumenti vengono le domande giuste: quali account vogliamo raggiungere? Quali buyer dobbiamo coinvolgere? Quali problemi dobbiamo intercettare? Quali contenuti servono nelle diverse fasi del percorso? Quali segnali indicano un interesse reale? Quale ruolo devono avere marketing e vendite?

Solo dopo ha senso parlare di piattaforme, automazioni, CRM, advertising, AI o sales engagement.

Una nuova cultura ABM per il mercato italiano

Il mercato B2B italiano ha bisogno di una cultura più matura sul rapporto tra marketing, vendite e sviluppo commerciale.

Il punto non è semplicemente fare più campagne, generare più lead o produrre più contenuti. Il punto è capire quali account contano davvero, quali persone partecipano alla decisione e come costruire intorno a loro un percorso più intelligente.

Un sito verticale sull'ABM italiano nasce per contribuire a questa evoluzione, offrendo alle aziende B2B uno spazio dedicato per approfondire metodo, logiche, strumenti e applicazioni dell'Account Based Marketing.

La crescita B2B richiede sempre più selezione, coerenza e collaborazione tra funzioni. L'ABM può diventare una risposta concreta, a condizione che venga interpretato non come una tecnica isolata, ma come una scelta strategica. 

Ci sono eventi che non servono solo a condividere conoscenze, ma a mettere in discussione il modo in cui guardiamo al futuro del nostro lavoro. 

B2B Ignite 2026 è stato uno di questi.

Londra ha riunito professionisti del marketing B2B, multinazionali, aziende innovative e realtà specializzate provenienti da tutta Europa.
Anche Spinosi Marketing ha preso parte a questo confronto internazionale, entrando in contatto con una community che sta contribuendo a definire l'evoluzione del marketing B2B.

Tra tutti i temi affrontati, uno ha attraversato ogni intervento e conversazione: l'Intelligenza Artificiale. Non solo come tecnologia da adottare, ma come elemento capace di trasformare il modo in cui le aziende costruiscono strategie, sviluppano relazioni e creano valore.

La riflessione emersa è chiara: l'AI amplifica le potenzialità ma non sostituisce le competenze.

Oggi molte aziende possono utilizzare strumenti simili per creare contenuti, automatizzare processi e analizzare dati. Ma se la tecnologia è sempre più accessibile, la vera domanda diventa: cosa rende davvero un'azienda diversa dalle altre?

La risposta non è negli strumenti, ma nella strategia con cui vengono utilizzati.

🎥 Vuoi approfondire?

Guarda le interviste realizzate durante B2B Ignite 2026 con alcuni dei protagonisti internazionali del marketing B2B sul nostro canale YouTube.

   

   

Forse è il momento di porsi alcune domande:

  • La nostra strategia guida l'utilizzo dell'AI o stiamo solo usando gli strumenti disponibili?
  • Marketing e commerciale condividono realmente dati, obiettivi e priorità?
  • L'AI ci sta aiutando a creare relazioni più rilevanti o solo a lavorare più velocemente?

L'Intelligenza Artificiale accelera l'esecuzione, ma senza una direzione strategica rischia di accelerare nella direzione sbagliata.

È questa la convinzione che ci portiamo a casa da B2B Ignite 2026: il futuro del marketing B2B non sarà determinato solo dalla tecnologia, ma dalla capacità di integrare strategia, dati, persone e innovazione.

La vera sfida non è adottare l’Intelligenza Artificiale, ma integrarla in una strategia capace di generare valore concreto e distintivo.

Se vuoi capire come applicare questi insight alla tua azienda e costruire un approccio più efficace al marketing B2B, parliamone.

Prenota una call con Spinosi Marketing e iniziamo a definire insieme la direzione giusta.

 

Per la 3° volta in Italia, Spinosi Marketing organizza un Bootcamp dedicato all’Account Based Marketing (ABM) + AI, l’approccio che sta rivoluzionando il marketing e le vendite B2B.

Non si tratta di un semplice webinar promozionale, ma di un percorso intensivo e operativo di 45 minuti, pensato per fornire strumenti concreti a chi vuole affrontare con metodo le nuove sfide del B2B: cicli di vendita complessi, buyer group numerosi, touchpoint digitali e l’impatto crescente dell’Intelligenza Artificiale. Durante il bootcamp, i partecipanti potranno interagire in tempo reale con survey e domande, trasformando l’esperienza in un vero momento di confronto e apprendimento.

Agenda del Bootcamp ABM

9 Luglio 2026 • Ore 11.30 – Online su Zoom

  • 11.30 – Welcome speech
  • 11.35 – Nuove sfide B2B: cicli di vendita complessi, buyer group, touchpoint digitali e AI
  • 11.45 – Cos’è l’ABM: il metodo customer centric che unisce marketing e sales
  • 11.55 – I 5 modelli di ABM: dall’approccio classico alle nuove evoluzioni
  • 12.00 – Il percorso operativo: dal framework alla pratica – account, playbook, KPI 
  • 12.20 - ABM + AI: Esempio di applicazione
  • 12.25 – Casi concreti: success story e numeri reali di aziende che hanno già applicato l’ABM
  • 12.30 – Q&A finale: trasforma gli spunti in azioni per la tua realtà

Relatore del Bootcamp Account Based Marketing

Prof. Lorenzo SpinosiCEO, Spinosi Marketing Strategies.

Primo trainer in Italia sull’Account Based Marketing, con oltre 20 anni di esperienza manageriale a supporto di PMI e multinazionali. È docente universitario e partner di SDA Bocconi nel Sustainable Operations and Supply Chain Monitor, con pubblicazioni accademiche su ABM e sostenibilità.

Come partecipare al Bootcamp

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. È necessario registrarsi sulla pagina dedicata: bootcamp.spinosimarketing.com.

Dopo la registrazione riceverai via email il link per seguire l’evento su piattaforma Zoom.

Registrati ora

Perché partecipare

  • Un format unico in Italia. Questo è il primo Bootcamp italiano dedicato all’Account Based Marketing: un’occasione esclusiva per approfondire il metodo più innovativo per l’allineamento tra marketing e vendite.
  • Apprendimento pratico e interattivo. Non solo teoria: casi concreti, survey live e sessione Q&A per trasformare gli spunti in azioni operative nella tua azienda.
  • Valore immediato per il tuo business. Scopri come applicare l’ABM per gestire buyer group complessi, migliorare le relazioni con gli stakeholder e generare nuove opportunità di ricavo.

Data e ora: 9 Luglio 2026, ore 11.30 • Piattaforma: Zoom

Iscriviti subito

Case Study Maersk: costruire valore nei long sales cycles attraverso personalizzazione e human connection

Il caso Maersk presentato all’European ABM Forum offre una lettura concreta di come l’Account-Based Marketing possa essere applicato in contesti enterprise caratterizzati da elevata complessità, cicli di vendita lunghi e processi decisionali distribuiti.

L’esperienza condivisa da Liz Prieto den Boer (Marketing Manager Latinamerica / Account Based Marketing evidenzia come l’ABM, in questo scenario, non rappresenti una semplice iniziativa di marketing, ma un vero e proprio approccio organizzativo capace di connettere marketing, vendite e relazioni umane.

Un contesto ad alta complessità

Maersk opera in un settore in cui ogni opportunità commerciale coinvolge molteplici stakeholder, differenti aree geografiche e livelli decisionali articolati. In questi contesti, la difficoltà non è solo generare interesse, ma comprendere a fondo gli account e costruire relazioni credibili nel tempo.

Il punto di partenza non è la campagna, ma la comprensione del cliente: dinamiche interne, priorità strategiche, sfide operative e logiche decisionali.

Dalla selezione degli account alla collaborazione con il sales

Uno degli elementi centrali del modello Maersk è la selezione rigorosa degli account. Non tutti gli account vengono inclusi: la priorità è data a quelli con maggiore probabilità di successo e con un reale allineamento strategico.

Allo stesso tempo, emerge con chiarezza un principio operativo: senza il coinvolgimento attivo del team sales, l’ABM non funziona. La collaborazione tra marketing e vendite non è accessoria, ma condizione necessaria per sviluppare iniziative realmente efficaci. 

european abm forum unofficial report case study maersk

La rilevanza prima della creatività

Nel racconto del caso, viene messo in discussione un approccio diffuso nel marketing B2B: puntare su elementi creativi o su asset standardizzati senza un reale collegamento con le esigenze specifiche del cliente.

L’esperienza Maersk mostra invece come la leva principale sia la rilevanza: contenuti, messaggi e iniziative devono essere costruiti a partire dal contesto dell’account, non adattati a posteriori.

Questo implica un lavoro approfondito di ricerca, ascolto e personalizzazione, che richiede tempo ma consente di generare un impatto significativamente maggiore.

Un’orchestrazione multicanale centrata sulle relazioni

L’approccio ABM descritto non si limita a singole azioni, ma si sviluppa come un sistema coordinato di touchpoint: eventi, contenuti dedicati, comunicazioni personalizzate e momenti di interazione diretta.

Tra gli elementi distintivi emerge l’utilizzo di iniziative ad alto livello di personalizzazione, come lettere dedicate e contenuti costruiti su misura per specifici stakeholder, con l’obiettivo di rafforzare la relazione e aumentare la rilevanza percepita.

In questo modello, la tecnologia supporta il processo, ma non lo sostituisce: il valore centrale resta la qualità dell’interazione umana.

Dalla struttura dei contenuti alla scalabilità

Un altro elemento chiave riguarda la costruzione di un ecosistema di contenuti organizzato su più livelli: contenuti globali, verticali di settore e materiali specifici per singoli account.

Questa struttura consente di bilanciare personalizzazione e scalabilità, evitando sia l’eccessiva standardizzazione sia la produzione inefficiente di asset completamente custom per ogni iniziativa.

I risultati: impatto concreto sulla pipeline

L’approccio adottato ha portato a risultati tangibili: 46 opportunità generate, 4 chiuse e circa 13 milioni di dollari di valore complessivo.

Al di là dei numeri, il dato più rilevante riguarda la qualità delle opportunità, generate all’interno di account strategici e coerenti con le priorità di business.

Le implicazioni per il B2B

Il caso Maersk evidenzia alcuni elementi chiave per le aziende che operano in contesti complessi:

  • l’ABM non è una campagna, ma un approccio integrato che richiede allineamento organizzativo, visione strategica e capacità di esecuzione;
  • la selezione degli account è una leva critica: concentrarsi sui clienti giusti è più importante che aumentare il volume delle attività;
  • la rilevanza supera la creatività: contenuti e iniziative devono essere costruiti a partire dal contesto del cliente;
  • le relazioni restano centrali: anche in presenza di strumenti avanzati, il valore si genera attraverso interazioni credibili e continuative;

In un contesto in cui i processi di acquisto sono sempre più lunghi e distribuiti, la capacità di orchestrare questi elementi diventa un fattore determinante per costruire pipeline di qualità e sostenibili nel tempo.

Scarica il report completo

Il contenuto di questa pagina rappresenta una sintesi degli insight emersi dal caso Maersk presentato all’European ABM Forum.

Per approfondire il framework, gli esempi operativi e le implicazioni strategiche, è possibile scaricare la versione completa dell’Unofficial Report

copertina european abm forum unofficial report case study maersk

Scarica l’Unofficial Report completo 

Applicare questi insight al proprio contesto

Le dinamiche descritte nel caso Maersk sono sempre più comuni nei contesti B2B complessi, dove cicli di vendita lunghi, pluralità di stakeholder e necessità di differenziazione rendono inefficaci approcci standardizzati.

Se vuoi approfondire come strutturare un approccio ABM coerente con queste dinamiche e adattarlo alla tua realtà aziendale, è possibile avviare un confronto diretto.

Contattaci per approfondire

L’Account Based Marketing (ABM) non è più solo una metodologia per la crescita commerciale nel B2B. Oggi si sta affermando come leva strategica anche per comunicare temi complessi e ad alto impatto, come la sostenibilità, il coinvolgimento degli stakeholder e la creazione di valore lungo la supply chain.

In questo contesto si inserisce il risultato del progetto raccontato nel paper su account based marketing dedicato alla comunicazione ESG, pubblicato sulla rivista Economia & Management di SDA Bocconi School of Management. Spinosi Marketing ha partecipato attivamente al progetto di ricerca e alla stesura del paper, contribuendo come partner alla progettazione dell’approccio, alle attivazioni e alla misurazione dei risultati.

Un percorso di ricerca che parte dal campo, non dalla teoria

La pubblicazione rappresenta un punto di sintesi di un percorso avviato da Spinosi Marketing negli anni, fatto di studio, sperimentazione e confronto continuo con il mondo accademico e con le imprese B2B.

Nel corso del 2025 abbiamo rafforzato questo impegno partecipando a contesti internazionali di alto profilo come The Global ABM Conference (Londra) e The European ABM Forum (Amsterdam), oltre a promuovere momenti formativi dedicati come il 1° Bootcamp ABM in Italia, rivolto a manager e decision maker B2B.

A questo lavoro di aggiornamento si è affiancata una collaborazione strutturata con SDA Bocconi e, in particolare, con il SOSC Monitor (Sustainable Operations and Supply Chain) diretto dal Prof. Pietro De Giovanni, con l’obiettivo di analizzare l’impatto dell’ABM su temi strategici come ESG e stakeholder engagement.

paper account based marketing

Il cuore del paper: un esperimento reale su ABM ed engagement ESG

Il paper account based marketing nasce da un esperimento sul campo della durata di quattro mesi, condotto con un’azienda B2B e 23 manager appartenenti a cinque gruppi di stakeholder lungo la catena del valore.

La domanda di ricerca è semplice quanto rilevante per molte imprese oggi:

“L’Account Based Marketing è più efficace rispetto agli approcci tradizionali nel coinvolgere gli stakeholder sui temi ESG?”

I risultati evidenziano che un approccio ABM strutturato e personalizzato:

  • migliora la chiarezza della comunicazione sui progetti di sostenibilità
  • aumenta la consapevolezza degli stakeholder rispetto agli obiettivi ESG
  • rende le informazioni percepite come più complete e rilevanti rispetto ai modelli tradizionali

Per Spinosi Marketing, questo studio è stato un laboratorio applicativo: abbiamo supportato la definizione della strategia ABM, la progettazione delle attivazioni e la misurazione dell’impatto, portando nel progetto esperienza operativa e best practice maturate sul campo con aziende B2B.

Perché questo paper è rilevante anche per i nostri clienti

Abbiamo scelto di condividere questo lavoro con i nostri clienti perché tocca un tema centrale per molte organizzazioni: come comunicare la sostenibilità in modo credibile, misurabile e utile per il business, evitando approcci generici o puramente reputazionali.

In particolare, il paper su account based marketing offre:

  • una base scientifica per chi sta investendo in ESG
  • evidenze concrete sull’efficacia dell’ABM applicato alla sostenibilità
  • spunti operativi per coinvolgere clienti, partner e fornitori in modo più mirato

Leggi il paper

Il paper account based marketing è disponibile gratuitamente in due versioni: italiana e inglese. Scegli la versione che preferisci e accedi al documento completo.

Nel dibattito sull’intelligenza artificiale applicata al marketing B2B, il rischio più grande non è ignorarla, ma leggerla nel modo sbagliato. Troppo spesso la conversazione si polarizza su una domanda fuorviante: l’AI sostituirà Google?

I numeri raccontano una storia diversa. Oggi l’83% delle ricerche avviene ancora su Google, mentre l’uso diretto di strumenti AI per la ricerca si distribuisce su percentuali più contenute: 6,5% ChatGPT, 3% Bing, 1,5% Yandex, 0,8% Gemini (fonti: Datos, Similarweb, Statcounter).

A prima vista, sembrerebbe che la search tradizionale resti saldamente al centro. Ed è vero. Ma solo in parte. Perché mentre il punto di accesso resta in larga misura Google, il modo in cui le informazioni vengono interpretate, confrontate e trasformate in decisioni è già cambiato.

ricerca ai b2b | search generativa Ai

Il dato che cambia la prospettiva delle ricerche nell'AI del 2026

Accanto alla distribuzione delle ricerche, emerge un numero che ribalta completamente la lettura del fenomeno: il 94% dei buyer utilizza strumenti basati su Large Language Model nel processo di acquisto, soprattutto nella fase centrale del funnel.

Inoltre l'89% dei buyers ha acquistato soluzioni con funzioni AI. Il 58% ha contattato i venditori prima del solito proprio per ottenere risposte alle proprie domande sull'intelligenza artificiale. L'incertezza sta spingendo gli acquirenti a dialogare con i venditori e il Primo contatto avviene circa al 61% del processo decisionale contro il 69% del 2024. 

Questi dati chiariscono un punto spesso sottovalutato: l’AI non sta sostituendo i motori di ricerca, ma si sta sovrapponendo al processo decisionale. Anche quando una ricerca parte da Google, la comprensione del problema, la valutazione delle alternative e la costruzione della preferenza avvengono sempre più spesso attraverso sistemi generativi. La ricerca resta. La risposta cambia. Arriva il nuovo modo di interpretare anche il ruolo del sito e si parla di Buyer Joruney Orchestration

La search generativa non crea nuovi bisogni: cambia le regole della rilevanza nel 2026

L’AI non ha inventato un nuovo comportamento informativo. Ha introdotto un nuovo formato di risposta. Oggi Il 38% degli utenti integra le proprie abitudini di ricerca tradizionali con la scoperta e la valutazione di prodotti/servizi attraverso agenti di intelligenza artificiale generativa come Google AI Mode. Oggi l'8,2% di tutte le ricerche avvengono solo su una piattaforma come ChatGPT, dato in crescita del 3% rispetto a Giugno 2024. Altro dato interessante mentre su Google la media di parole per ricerca è sotto le 4 parole, per ChatGPT è sopra le 20 parole. Infine i risultati sono personalizzati non soltanto in base alle ricerche passate (vedi motori di ricerca tradizionali), ma sulle interazioni e sulle conoscenze dell'LLM relative all'utente. 

Negli ultimi 5 anni, la strategia dei contenuti si è fondata su principi ormai consolidati: centralità dell’utente, comprensione dell’intento, qualità delle informazioni, autorevolezza delle fonti. Tutto questo resta valido. Ciò che cambia è il contesto competitivo: se prima l’utente si muoveva tra 10 risultati (prima pagina di Google), oggi sempre più spesso riceve una risposta sintetica. E in quella risposta, lo spazio non è distribuito in modo equo. 

EEAT di Google: da vantaggio competitivo a condizione di accesso

In questo scenario, esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità assumono un peso diverso. Non sono più solo fattori di ranking, ma criteri di inclusione.

Quando un sistema AI costruisce una risposta, seleziona le fonti che ritiene più affidabili e le usa per sintetizzare una visione. Non mostra alternative: prende posizione. Essere autorevoli oggi significa essere scelti come base della risposta, non semplicemente comparire in una lista.

Discoverability: non visibilità, ma chiarezza

Nel linguaggio corrente si parla molto di “discoverable content”, spesso associandolo a una generica idea di visibilità. In realtà, oggi significa qualcosa di più preciso e più utile: un contenuto è "discoverabl"e quando riesce a rispondere in modo chiaro a una domanda specifica, quando è strutturato per essere compreso rapidamente e quando può essere estratto, sintetizzato e riutilizzato dall’AI senza perdere significato.

Non vince chi produce più contenuti. Vince chi riduce l’ambiguità

In tale contesto quando il buyer journey diventa sempre più guidato dall’AI, anche le strategie di marketing devono adattarsi. L’Account Based Marketing risponde a questa complessità lavorando su account, ruoli e contesti specifici. Non per aumentare la visibilità, ma per aumentare la probabilità di essere scelti.

ricerca ai b2b | search generativa Ai

La tecnica non è scomparsa: ha smesso di farsi notare

Metadata, markup strutturato, performance del sito, chiarezza semantica: tutti elementi che non fanno notizia, ma che restano decisivi. Non solo per i motori di ricerca tradizionali, ma per i sistemi AI che devono interpretare, correlare e ingerire le informazioni contenute nei siti web.

La tecnica non è il messaggio. È ciò che permette al messaggio di circolare correttamente nel nuovo ecosistema.

Ogni contenuto contribuisce a “insegnare” chi sei all’AI

L’AI non attinge da una sola fonte, ma da molteplici ambienti contemporaneamente: sito aziendale, contenuti sindacati, media terzi, archivi storici, piattaforme esterne. Questo significa che ogni contenuto pubblicato contribuisce a definire come un’azienda viene descritta quando qualcuno fa una domanda.

Il contenuto non serve più solo a generare traffico, ma a costruire una rappresentazione coerente del brand nel tempo.

Le allucinazioni dell'AI non sono casuali: spesso sono il risultato dell’incoerenza

Quando le risposte dell’AI risultano imprecise o contraddittorie, spesso non è perché il sistema “inventa”, ma perché trova informazioni divergenti: messaggi obsoleti, versioni diverse della stessa storia, contenuti non allineati.

In questo scenario, la governance dei contenuti diventa una leva strategica. Non solo per il marketing, ma per il posizionamento complessivo dell’azienda.

In un mondo generativo, la precisione è un moltiplicatore di visibilità

Se un’azienda opera in una nicchia, serve ruoli precisi o risolve casi d’uso verticali, deve dichiararlo in modo esplicito nei contenuti. Quando le domande diventano più specifiche, l’AI premia chi ha saputo esserlo altrettanto.

La genericità riduce la rilevanza. La precisione la aumenta.

ricerca ai b2b | search generativa Ai

Il vero cambio di paradigma

I numeri aiutano a mettere a fuoco il quadro complessivo: la maggior parte delle ricerche passa ancora da Google, la quasi totalità dei buyer utilizza già l’AI nel processo decisionale, e la competizione si gioca sempre più spesso su 1 risposta, non su 10 link.

In questo contesto, il contenuto smette di essere solo uno strumento di visibilità. Diventa l’infrastruttura attraverso cui un’azienda viene interpretata, sintetizzata e raccontata.

Chi governa il proprio contenuto governa anche la propria presenza nel nuovo ecosistema della ricerca. Chi non lo fa, delega. E oggi, delegare senza controllo è una scelta strategica ad alto rischio.

 

Fonti dati rielaborati da Spinosi Marketing. 

Distribuzione ricerche: Datos, Similarweb, Statcounter. Utilizzo LLM nel buyer journey: dato citato durante la sessione “AI marketing strategy, all action, no hype”.

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