Strategie

La matrice del Green Marketing: un'invenzione di John Grant

La matrice del Green Marketing, ideata da John Grant ed argomentata in Green Marketing – Il Manifesto, permette di individuare ed analizzare diverse strategie possibili e attuabili dalle imprese ecosostenibili nel loro approccio Green.
Questo strumento, così come il calcolo dell'impronta ecologica (ossia la Carbon Footprint) è utile per poter attuare una politica Green, che più si vicina al messaggio e al prodotto che si vuole comunicare, incrociando gli obiettivi del Green Marketing con i livelli sul quale il marketing può operare.

La Matrice del Green Marketing: strumento per fissare obiettivi Green

La Matrice del Green Marketing è uno strumento che offre un approccio analitico agli obiettivi del marketing, e racchiude la strategia per fissare politica e obiettivi Green.
La Matrice del Green Marketing è composta da tre colonne principali, dove sono inseriti gli approcci:

  • Verde. Stabilire nuovi standard per prodotti, servizi, marchi e aziende. Si tratta di un approccio per chi vuole essere più sostenibile rispetto alla concorrenza, che porta ad una finalità commerciale.
  • Più Verde. Condividere la responsabilità con i clienti. Si tratta di un approccio che fidelizza la clientela all’azienda attraverso strumenti come eventi legati al marchio, i social network e le community, che creano partecipazione ed entusiasmo intorno ai prodotti. Questa strategia porta ad una finalità sia commerciale, che ambientale: si riducono le barriere tra azienda e consumatori, così da modificare il comportamento della clientela.
  • Verdissimo. Sostenere l’innovazione con nuove abitudini, nuovi servizi e nuovi business model. Si tratta di un approccio per le aziende che vogliono cambiare lo stile di vita dei consumatori, innovando, con prodotti Green. Questa strategia porta ad una finalità sia commerciale, sia ambientale sia culturale.

La Matrice del Green Marketing presenta nelle righe, i livelli in cui la società opera:

  • Aziende e Mercati: oggigiorno è il consumatore che sceglie l’azienda, guardando quelli che sono i valori, le sue scelte politiche e l’attendibilità: oggi il consumatore ha più conoscenza del prodotto e del processo di produzione.
  • Social Brand e Identità: il brand assume valore, non più dalla pubblicità, bensì dal valore e dai principi che esso ha e che vuole trasmettere alla società.
  • Prodotti e abitudini personali: l’acquisto oggi è guidato dal bisogno, dai gusti personali e dalle abitudini quotidiane.

La Matrice del Green Marketing: le diverse strategie

Intersecando le colonne principali con le righe, si sviluppa una matrice 3x3 che presenta una strategia diversa per ogni azienda, che propone due visioni rispetto ad uno stesso obiettivo, uno pertinente all’azienda o al brand, l’altro al prodotto. Questa matrice presenta quindi diciotto combinazioni:

  • A1. Dare l’esempio. Comunicare i principi e i valori alle altre aziende e ai consumatori, certificando l’impegno sull’ambiente e sui problemi etici, attraverso operazioni fatte (framing) o attraverso prodotti sviluppati (pointing).
  • A2. Avere partner credibili. Avere partner che affronti da tempo tematiche sensibili all’ambiente, aiuta a creare una corporate identity all’azienda. E’ possibile con certificazioni ambientali o aderendo ad un’organizzazione ONG o legandosi ad un’iniziativa di un ente benefico.
  • A3. Sottolineare i vantaggi collaterali. L’azienda può decidere se pubblicare i vantaggi che derivino dall’ideare un prodotto seguendo un determinato processo, posizionando il prodotto o in fascia di lusso o economica.
  • B1. Sviluppare il mercato. Le aziende possono trarre vantaggio, modificando la domanda verso il loro programma Green, così da sviluppare un nuovo mercato per quel settore. E’ possibile informando meglio le persone al consumo o colpendole emotivamente per fargli cambiare idea.
  • B2. Creare brand tribali. Creare un legame tra brand ed un particolare gruppo di utilizzatori, in modo esclusivo ed elitario, o in modo inclusivo, coinvolgendo tutti.
  • B3. Cambiare le abitudini d’uso. Collaborare con i clienti, indirizzandoli a ridurre, riutilizzare e riciclare, con un aggiustamento verso un abitudine migliore o con un taglio netto alle vecchie abitudini.
  • C1. Creare nuovi business concept. L’azienda deve cercare un nuovo mercato Green, che abbia una minore impronta ecologica, cambiando le operation e i processi, o in modo no-profit o a scopo di lucro.
  • C2. Ideare i “cavalli di Troia”. Approccio per le aziende che vogliono un cambiamento culturale per far accettare le proprie innovazioni, sia rivoluzionando la tradizione mantenendo la familiarità per non far allontanare i consumatori, sia creando una moda sostenibile che i consumatori seguano.
  • C3. Agire sugli stili di consumo. Strategia più Green, che prevede di cambiare lo stile di consumo o inventare nuovi modi di vivere, convincendo le persone a tesaurizzare gli oggetti, o incentivando la condivisione dei beni.

Con questo strumento bisogna considerare il tipo di mercato, le competenze interne, la strategia ambientale, il livello di attenzione dei consumatori in quel settore, per poter identificare la strategia business più adatta all’azienda.

Seguici su LinkedIn iscrivendoti al nostro canale

Al fine di fornire la migliore esperienza online questo sito utilizza i cookies.
Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta il nostro utilizzo da parte dei cookie.