Strategie

I modelli Organizzativi: tipi di Organigramma aziendale

Per disegnare l’organigramma di un’azienda è necessario raggruppare le attività che si svolgono all’interno dell’organizzazione.

Henry Mintzberg sostiene che ogni attività umana richiede due operazioni fondamentali e al tempo stesso opposte:

  • la suddivisione del lavoro,
  • il coordinamento.

L'Organizzazione è “il sistema complessivo della suddivisione di un lavoro in funzioni distinte e il loro successivo coordinamento”. Da qui possiamo partire per analizzare i diversi tipi di modelli di organigramma aziendale. 

DEFINIZIONE DI ORGANIGRAMMA AZIENDALE: 

L’ organigramma aziendale rappresenta la struttura organizzativa della società. E' una rappresentazione visiva dell’intero sistema di attività e processi fondamentali dell’organizzazione aziendale . 

L’organigramma aziendale è uno strumento che esprime dentro un’organizzazione il ruolo di ciascun dipendente, ovvero “chi riporta a chi”.

I diversi tipi di organigramma che è possibile identificare all’interno delle strutture organizzative aziendali sono principalmente:

organigramma aziendale | modelli organizzativi 

IL MODELLO ORGANIZZATIVO FUNZIONALE.

Caratteristiche del modello organizzativo: 

  • Attività raggruppate nell’organigramma in base ad una funzione comune
  •  Struttura efficace quando la profondità dell’esperienza è necessaria per raggiungere obiettivi, infatti mediante una struttura funzionale , tutte le conoscenze e le capacità umane riguardo specifiche attività vengono consolidate, fornendo all’organizzazione una preziosa conoscenza.
  • Adatta ad aziende mono-prodotto poiché permette di realizzare economie di scala ( aumento della quantità prodotta e diminuzione del costo unitario del prodotto ) sia nell’area produttiva che in quella della commercializzazione
  • Accentuata struttura gerarchica tra tutti i modelli organizzativi è quello che più si avvicina al modello organizzativo meccanico, ovvero ad una struttura rigida e prettamente formale
  • Sistema informativo e delle procedure fortemente sviluppato, l’organizzazione sarà ricca di manuali e procedure da seguire nello svolgimento delle attività aziendali
  • Articolazione delle attività in base a criteri di prodotto/mercato

Punti di DEBOLEZZA della tipologia di organigramma:

  • Tempo di risposta lento di fronte ai cambiamenti ambientali a causa della bassa flessibilità organizzativa
  • Può causare un accumulo di decisioni al vertice e il sovraccarico della gerarchia
  • Porta a uno scarso coordinamento orizzontale tra le unità organizzative
  • Si traduce in una minore innovazione, poiché non è lasciato spazio alla creatività e tutti i procedimenti aziendali sono fortemente standardizzati grazie anche alla scrittura di manuali che riportano le procedere da seguire per svolgere le attività
  • Implica una visione ristretta degli obiettivi organizzativi

Punti di FORZA della tipologia di organigramma:

  • Facilita le economie di scala all’interno delle unità funzionali per ottenere CMU “costi marginali unitari ” bassi

  • Permette lo sviluppo di conoscenze e capacità approfondite, poiché i processi aziendali vengono ripetuti continuamente, infatti i dipendenti che lavorano in aziende che utilizzano questo tipo di modello organizzativo sviluppano delle competenze molto specifiche •  Permette all’organizzazione di conseguire obiettivi funzionali 

  • È da preferire in presenza di un solo prodotto o pochi prodotti poiché è più facile standardizzare i processi e raggruppare le unità organizzative in funzioni comuni. 

MODELLO ORGANIZZATIVO DIVISIONALE. 

Caratteristiche del modello organizzativo divisionale:

  •  Il raggruppamento delle attività nell’organigramma è basato sull’output dell’organizzazione, infatti questa struttura viene anche denominata struttura per prodotto o struttura per funzioni strategiche
  • Decentralizza il processo decisionale, dal momento che le linee di autorità convergono a un livello più basso nella gerarchia.
  • Obiettivi orientati verso l’adattamento e il cambiamento, infatti la struttura divisionale promuove la flessibilità e il cambiamento poiché ogni unità è più piccola e si può adattare ai bisogni dell’ambiente
  • Concentrazione delle attività strategiche dell’organizzazione nell’alta direzione a livello di corporate e delle attività operative a livello di divisioni.

Punti di FORZA del modello divisionale:

  • È indicata in casi di rapidi cambiamenti in un ambiente tendenzialmente instabile e in caso di esigenze di proliferazione di prodotti e/o servizi.
  • Porta alla soddisfazione del cliente perchè le responsabilità sul prodotto e sui punti di contatto sono chiari.
  • Genera un alto grado di coordinamento tra le funzioni perchè le decisioni vengono prese a livello si singola Business Unit non a livello di azienda.
  • Permette alle unità di adattarsi a differenze di prodotto, geografiche e di clientela.
  • È da preferire in organizzazioni di grandi dimensioni con molti prodotti.
  • Decentralizza il processo decisionale.

Punti di DEBOLEZZA  del modello divisionale:

  • Elimina le economie di scala nelle unità funzionali (es. invece di avere cinquanta ingegneri ricercatori che condividono risorse comuni all’interno di una struttura funzionale, a ciascuna delle cinque divisioni possono essere assegnati dieci ingegneri
  • Porta a uno scarso coordinamento tra le linee di prodotto, poiché esse risultano separate le une dalle altre
  • Elimina l’approfondimento delle competenze e la specializzazione tecnica, poiché le figure tecniche e i dipendenti dell’organizzazione in generale non vengono condivisi in tutte le divisioni
  • Rende difficili l’integrazione e la standardizzazione delle linee di prodotto.

STRUTTURA DI UN’AZIENDA CON UN MODELLO ORGANIZZATIVO DIVISIONALE. 

Le divisioni del modello organizzativo aziendale:

  • Sono dei centri di profitto (che si scambiano i beni tra loro attraverso i cd. “prezzi di trasferimento”)
  • Ripropone all’interno di ogni business unit le condizioni operative della piccola impresa PM
  • Fornisce opportunità di elasticità operativa e strategica , una business unit può essere costruita per tentare di lanciare sul mercato un nuovo prodotto, se questo progetto non dovesse portare a buoni risultati , l’organizzazione può pensare di chiudere la BU senza che questo incida sulla stabilità dell’intera organizzazione
  • Evoluzione studiata dalle aziende pluri-prodotto (sperimentata durate gli anni ‘60 dalle grandi multinazionali americane) Le divisioni possono essere organizzate in base a :
    • Categorie di clienti
    • Aree geografiche ( es. America , Europa , Africa )
    • Linee di prodotto

La corporate del modello organizzativo divisionale:

  • attività di assistenza alle strutture direzionali centrali per il coordinamento e il controllo delle divisioni
  • attività di assistenza specialistica alle divisioni •  fornitura di servizi comuni alle divisioni (personale, ricerca e sviluppo, finanza)

MODELLO ORGANIZZATIVO A MATRICE :

  • le attività all’interno dell’organigramma sono raggruppate secondo l’adozione simultanea di due (o più) criteri di specializzazione; solitamente questi criteri sono “Funzioni e Prodotti” o “Funzioni e Progetti”.
  • I manager dei prodotti e delle funzioni hanno la stessa autorità, sono corresponsabili del raggiungimento dei singoli obiettivi e i dipendenti riportano ad entrambi , quindi il personale è sottoposto ad una duplice autorità
  • Esiste una corrispondenza tra ogni criterio di specializzazione ed una specifica linea di autorità ( chiamata matrice di responsabilità); •  Esigenza di ridurre le logiche funzionali di divisione del lavoro nelle organizzazioni (distinzione per prodotti, aree, clienti)
  • Il management delle strutture funzionali ha funzione di selezionare specialisti per progetti, offrire risorse e controllarne il rendimento •  Il management dei prodotti/progetti ha funzione di gestire i progetti, coordinare, incentivare i membri, controllare costi

Punti di FORZA del modello organizzativo a matrice:

  • Realizza il coordinamento necessario per far fronte a richieste duali da parte dei clienti; 
  • Assicura la condivisione flessibile delle risorse umane tra i prodotti; 
  • Si adatta a decisioni complesse e cambiamenti frequenti in un ambiente instabile, la matrice infatti facilita la discussione e l’adattamento a problemi inaspettati; 
  • Offre opportunità per lo sviluppo di competenze sia funzionali sia di prodotto in base agli interessi dei dipendenti; 
  • È da preferire in organizzazioni di media grandezza con molteplici prodotti;

Punti di DEBOLEZZA del modello organizzativo a matrice:

  • Espone i partecipanti a una duplice autorità, può creare confusione e risultare frustrante per i dipendenti che possono avere obiettivi non chiari; 
  • Implica che i partecipanti abbiano buone capacità interpersonali e ricevano una formazione approfondita
  • Assorbe molto tempo: comporta frequenti riunioni e sessioni di risoluzione dei conflitti che nascono a causa della struttura organizzativa
  • Non può funzionare se i partecipanti non la comprendono e non adottano relazioni collegiali anziché verticali
  • Richiede grandi sforzi per mantenere un bilanciamento del potere da parte dei manager ai vertici delle intersezioni prodotti/progetti e funzionali.

MODELLO ORGANIZZATIVO A RETE. 

Caratteristiche del modello organizzativo a rete:

  • L’organizzazione appalta molti processi principali ad aziende separate coordinando la loro attività (outsourcing); 
  • Comunicazione attraverso internet o computer in rete; 
  • Il centro ha il controllo su processi di cui possiede competenze distintive o difficili da imitare (competenze per cui detiene un significativo know-how); 
  • Struttura ottima per imprese start-up o in avviamento, poiché non richiede grandi investimenti iniziali. 

Punti di FORZA del modello organizzativo a rete:

  • Consente anche alle organizzazioni di piccole dimensioni di operare su scala globale e di attingere a risorse internazionali;
  • Conferisce all’azienda un ampio raggio di azione senza grandi investimenti in impianti, macchinari o strutture di distribuzione;
  • Consente all’organizzazione di essere altamente flessibile e di fornire una risposta ai bisogni mutevoli;
  • Riduce i costi amministrativi, perché le competenze si distribuiscono su un maggior numero di aziende e così anche i rispettivi costi.

Punti di DEBOLEZZA del modello organizzativo a rete:

  • I manager non hanno il controllo su molte attività e molti dipendenti;
  • Richiede una grande quantità di tempo per gestire le relazioni e i potenziali conflitti con i partner;
  • Comporta un rischio di fallimento organizzativo se un partner non effettua le consegne o cessa le attività, a causa della grande dipendenza che si crea tra le due organizzazioni;
  • La fedeltà dei dipendenti e la cultura aziendale possono essere deboli perché i dipendenti hanno la sensazione di poter essere sostituiti da servizi a contratto .

Infine, sintetizzando tutti i modelli analizzati in un’unica mappa che raggruppa tutti i tipi di organigramma aziendale: La strategia è un piano per l’interazione con l’ambiente competitivo volto a raggiungere gli obiettivi organizzativi . La struttura organizzativa e l’approccio competitivo devono integrarsi per conseguire l’efficacia organizzativa

Indipendentemente dal tipo di azienda, che sia "brick and mortar" oppure "digital company" i modelli organizzativi sono alla base del loro funzionamento e di conseguenza vanno ideati e definiti prima di avviare le attività operative. 

Tre modelli per la formulazione di strategie :

  • Miles e Snow: LA TIPOLOGIA STRATEGICA
  • BLU OCEN STRATEGY
  • Porter : LE STRATEGIE COMPETITIVE 

Ci teniamo a ricordare che i modelli organizzativi presentati sono delle semplificazioni teoriche che non tengono conto delle infinite versioni che esistono nella realtà operativa. Le aziende sono diverse tra loro e sarebbe impossibile descrivere caso per caso con un modello organizzativo aziendale creato ad hoc. Possiamo dire che questi modelli rappresentano un buon punto di partenza per gestire l’organizzazione dell’impresa.

Il primo passo è dunque quello di individuare gli elementi del modello organizzativo più adatto alla tua impresa.

Articolo scritto da Claudia Iezzi, studentessa CLEA Triennale - Università agli Studi G. D'Annunzio di Chieti-Pescara. 

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