Strategie

Modelli di business web: il caso Hotmail

Il Caso Hotmail preso in esame in questo articolo analizza nel mondo di Internet un modello di business che è chiamato free con diverse declinazioni. Questo modello è divulgato in particolare da Chris Aznderson sostenendo che esistono due tipi di economie: l'atoms economy, in cui il prezzo dei prodotti e dei servizi tende a aumentare nel tempo e la bit economy in cui invece prodotti e servizi tendono a diminuire come valore nel tempo. Quest'ultima è applicabile soltanto alla Rete e la Rete consente quindi una diminuzione del costo dei servizi e dei prodotti e questo va tenuto presente in ogni modello di free economy.

Caso Hotmail: Modelli di business sul web

In futuro il web sarà sempre più basato su modello di business che riusciranno a creare ricchezza attraverso qualcosa di "free".

Le tipologie di business che si riscontrano sulla rete sono quattro:

1.Direct cross subsidy

Si regala qualcosa con il fine di creare un interesse per il prodotto, puntando poi a soddisfare la domanda conseguente.
E' la tecnica utilizzata dalle compagnie telefoniche che regalano i cellulari a fronte dell'abbonamento, e online dai bonus per la registrazione o il primo acquisto. Il prodotto software viene concesso per due o tre mesi e poi dopo due o tre mesi scatta l'acquisto se uno vuole continuare a utilizzarlo. 

2. Freemium

Un numero limitato di persone sovvenziona le altre. L'idea del Freemium (unione tra "free" e "premium") è quella di offrire un bene gratuitamente nelle sue funzionalità di base e di richiedere un pagamento per accedere alle funzionalità complete. Può funzionare quando per un 5% di utenti premium, il costo marginale per soddisfare il restante 95% sia vicino allo zero. E' il sistema utilizzato sul web da alcuni editori e da servizi online come Flickr o piattaforme di blogging come Splinder.

3.Gift economy

Viene offerto qualcosa senza chiedere in cambio un ritorno monetario diretto. La cosiddetta "economia del dono" viene da tempo studiata dalla sociologia economica e trova su Internet un suo naturale ambiente di evoluzione. Stima, attenzione, reputazione e autorealizzazione, rappresentano i principali meccanismi di ricompensa che giustificano lo sforzo compiuto.

E' quello che succede nei gruppi di aiuto spontaneo e on line per i software open source e per molti blogger.

4. Advertising-supported

In cui l'informazione o un servizio è pagata da pubblicità o da sponsorizzazioni. Nella sua connotazione più semplice è il classico modello utilizzato dai giornali, dalle televisioni ed on line dai grandi portali come Google, Yahoo!, Facebook e dalla maggior parte degli editori sul web. Queste aziende possono avere disservizi se non pianificano correttamente la crescita esponenziale che si verifica quando un servizio è reso gratuitamente (se i server sono sovraccarichi gli utenti abbandoneranno il servizio)

Caso Hotmail: come Microsoft ha anticipato il futuro con il suo modello di business

Tra le prime aziende che hanno sfruttato questo modello abbiamo Microsoft con il servizio di posta Hotmail.

Il sito utilizza il servizio del “passaparola”: l’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via.

Hotmail.com è stato uno dei primi siti a offrire gratuitamente un servizio di posta elettronica. Il fatto che siano diventati leader, con grande successo, nei servizi e-mail, e non solo, è dovuto alla strategia di marketing virale adottata sin dall’inizio.

La strategia del "Caso Hotmail" si sviluppa in due fasi:

1) fornire un servizio e-mail gratuito;

2) aggiungere a ogni e-mail un messaggio, non invasivo, che dice: Ottieni la tua casella e-mail privata e gratis con www.hotmail.com. Oltre ad esserci un vero e proprio passaparola (alla domanda come faccio per avere una mail? quanto mi costa? la risposta era sempre la solita, usa Hotmail.com, funziona benissimo e poi è gratis!); ogni utente inviando messaggi a decine e centinaia di persone, ha fatto una potentissima pubblicità del sito, anche perché il “testimonial” era assolutamente credibile: l’utente/promotore usava un servizio di mail gratuito e a sua insaputa lo proponeva ai suoi amici e conoscenti.

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